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/// Pillola contraccettiva: a che punto siamo?

La pillola anticoncezionale è stata una delle scoperte scientifiche e delle innovazioni sociali più importanti del ’900.  Anche se ha  superato i 50 anni non ha mai smesso di migliorare il suo profilo a favore delle donne fino all’ultima nata: una pillola con estrogeno naturale, capace di incontrare le principali attese delle donne da sempre attente a usare prodotti più vicini alla fisiologia femminile. Un obiettivo raggiunto con la prima pillola anticoncezionale monofasica, che segna un altro progresso nel campo della contraccezione orale.

Ne parliamo con la d.ssa Chiara Benedetto, Professore ordinario e direttore del Dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche dell’ Università di Torino.

INTERVISTA

Risponde Chiara Benedetto

Professore ordinario e direttore Dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche Università di Torino

 
 
 
Nel corso degli anni il principale obiettivo dell’evoluzione farmacologica della pillola anticoncezionale è stato, da un lato quello di diminuire gli effetti collaterali e i possibili rischi, dall’altro di migliorare il controllo del sanguinamento uterino e la buona accettabilità da parte della donna. Si è agito soprattutto su due versanti: diminuendo la dose dell’ ormone etinilestradiolo e/o introducendo nuove molecole di estrogeni o progestinici con minor impatto sul metabolismo della donna. Per quanto riguarda la componente estrogenica, l’utilizzo dell’estrogeno naturale in forma micronizzata consente di ridurre l’impatto metabolico, epatico e vascolare rispetto all’etinilestradiolo. Per quanto riguarda la componente progestinica, si è cercato di ridurre l’effetto androgenico dei progestinici di sintesi identificando nuove molecole con maggiore affinità di legame ai recettori del progesterone e con scarsa attività androgenica o addirittura dotati di attività anti androgenica.
Recenti dati di letteratura dimostrano che l’estrogeno naturale non ha effetti negativi sul metabolismo dei lipidi e degli zuccheri. In particolare, dopo sei mesi di utilizzo di una nuova pillola monofasica contenente 17 β-estradiolo e nomegestrolo acetato, il profilo dei lipidi plasmatici risulta sostanzialmente immodificato, rispetto all’inizio dello studio, e i cambiamenti nei livelli di glucosio e insulina sono trascurabili. Inoltre la nuova pillola con 17 β-estradiolo presenta un profilo della coagulazione più favorevole.
A oltre cinquant’anni dall’avvento della pillola contraccettiva molte donne hanno
ancora diversi pregiudizi e timori in gran parte ingiustificati. Ad esempio, temono che la pillola aumenti il peso corporeo e la ritenzione idrica, faciliti lo sviluppo di tumori e influenzi negativamente la fertilità futura. I dati scientifici invece dimostrano che con i nuovi preparati estroprogestinici il rischio di aumento di peso e di ritenzione idrica è minimizzato e che dopo la sospensione della pillola la fertilità si ripristina rapidamente.
Per quanto riguarda lo sviluppo di tumori, la pillola estro progestinica risulta addirittura protettiva nei confronti del carcinoma dell’ovaio e dell’endometrio. Inoltre presenta altri effetti benefici non contraccettivi come la riduzione della dismenorrea, della sindrome premestruale, dell’acne, e della patologia mammaria benigna (cisti, fibroadenomi).
 
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