logo
 

/// FAQ Coito interrotto

Il coito interrotto consiste nella rapida estrazione del pene dalla vagina immediatamente prima dell’eiaculazione. Implica un ottimo autocontrollo, è poco affidabile ed è sconsigliato per gli adolescenti.
No, affatto, il coito interrotto non è un metodo contraccettivo sicuro, le percentuali di fallimento sono alte: si va dal 10 al 25% in base alle fonti di riferimento. La sua efficacia rimane bassa anche considerando che il partner abbia un perfetto autocontrollo. Piccole gocce di liquido seminale, infatti, possono comunque fuoriuscire anche prima della eiaculazione.
I motivi sono diversi: innanzitutto non si riesce sempre a controllare il momento dell’eiaculazione e inoltre vi possono essere delle perdite di liquido seminale già prima dell’eiaculazione. Queste perdite possono contenere spermatozoi vivi e normalmente mobili.
Il coito interrotto è secondo molte coppie un metodo frustrante e spesso sgradito sia a lei che a lui: non permette di vivere serenamente il rapporto e l’intimità tra i partner, interferisce con il piacere e con l’orgasmo perché richiede una buona dose di autocontrollo (e certo la virilità non dipende dal fatto di autocontrollarsi!) che può provocare ansie e frustrazioni soprattutto quando si è giovani. Bisogna essere molto esperti e affiatati per utilizzare questo metodo (e si richiede molta responsabilità da parte dell’uomo); rappresenta un metodo molto meno affidabile in rapporto occasionale o per una giovane coppia che deve ancora affinare sintonia, intimità ed esperienza.
No, non protegge dall’HIV e neppure dalle altre malattie trasmissibili con i rapporti sessuali. Solo il preservativo è in grado di garantire questa protezione, se usato correttamente.
Il coito “riservato” è una variante del coito interrotto che mette in pratica un’antica credenza persa nei secoli secondo la quale “sarebbe possibile separare i meccanismi nervosi che controllano l’erezione da quelli che determinano l’erezione”. Secondo tali credenze in India, la terra del Kamasutra, sarebbero esistiti uomini in grado di trattenere l’eiaculazione per periodi di tempo molto lunghi (si narra addirittura fino a 24 ore!). Il metodo venne poi decantato negli anni ’80 da molti cantanti e rockstar (uno fra tutti Sting).
Dal punto di vista fisico ovviamente non ce ne sono (anche se in passato alcuni autori hanno messo questo metodo in relazione con alcune malattie maschili come l’ipertrofia prostatica, l’eiaculazione precoce e altre). Dal punto di vista psicologico possono derivare alcune ripercussioni perché questo metodo richiede un continuo stato di vigilanza che non consente di vivere con la pienezza e la serenità necessaria il rapporto tra i due partner.
Copyright 2014 S.I.C. Design by Studio Software Leoncini