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/// FAQ Contraccezione ormonale

FAQ Contraccezione ormonale

La contraccezione ormonale rappresenta ancora oggi un metodo esclusivamente femminile, anche se da anni sono in via di sperimentazione prodotti utilizzabili dal sesso maschile. La contraccezione ormonale è nata come somministrazione di soli ormoni progestinici dal momento che, analogamente a quanto accade durante la gravidanza, ad essi sarebbe in gran parte legata l’azione soppressiva sull’ovulazione. Nella storia della contraccezione ormonale l’estrogeno è stato quindi introdotto – almeno all’inizio - al solo scopo di migliorare il controllo del ciclo rispetto a quanto non succedeva con l’uso delle formulazioni contenenti solo progestinico. Solo successivamente si è riconosciuto all’estrogeno un incremento notevole dell’efficacia contraccettiva dei preparati, vista la sua azione sinergica col progestinico.

La contraccezione ormonale si può attuare con la somministrazione di solo ormone progestinico o molto più spesso con l’uso di preparati estro-progestinici che associano tra loro dosaggi molto bassi (e notevolmente più bassi rispetto alle prime pillole contraccettive) di estrogeno in genere etinilestradiolo (EE) ma di recente anche l’estrogeno naturale: 17 ß-estradiolo (E2) e di progestinico levonorgestrel, desogestrel, drospirenone e più di recente nomegestrolo acetato (NOMAC), un ormone già utilizzato con notevoli benefici per il trattamento delle donne con disturbi del ciclo e in menopausa. La contraccezione ormonale può essere somministrata sia per via orale ovvero per bocca assumendo delle pillole (pillola estroprogestinica o progestinica), sia per via transdermica (cerotto), transvaginale (anello), come impianto sottocutaneo (non ancora disponibile in Italia) e, infine con la spirale con solo progestinico (IUS).

In senso assoluto non esiste il contraccettivo “migliore”. Ogni metodo può essere più o meno adatto a una determinata persona, in una certa situazione o in un momento particolare della vita. Nelle varie fasi dell’esistenza, infatti, si può ricorrere a metodi differenti in base all’età, alle condizioni fisiche, alla frequenza e al tipo di rapporti sessuali (partner stabile, diversi partner occasionali).

L’efficacia contraccettiva di un metodo ormonale è molto più legata al modo con cui lo si assume che al tipo di contraccettivo utilizzato: sono tutti molto efficaci se usati correttamente. I contraccettivi transdermici (cerotti) o vaginali (anello) hanno una minore probabilità di dimenticanza rispetto alla pillola ma possono essere fonte di imbarazzo o disagio perché si vedono (cerotto) o perché richiedono una buona confidenza con il proprio corpo per l’inserimento.

I differenti metodi ormonali hanno frequenze differenti: ogni giorno la pillola (preferibilmente alla stessa ora), ogni settimana il cerotto transdermico e ogni tre settimane l’anello vaginale.

Rispetto ai precedenti, i contraccettivi più recenti tendono a distinguersi per l’ottima tollerabilità, per la mancanza di influenze sul metabolismo femminile e sul peso corporeo. Nel tempo sono andati anche aumentando gli effetti extracontraccettivi su acne, seborrea, tendenza all’irsutismo, disturbi come la dismenorrea e irregolarità del ciclo.

I contraccettivi orali a basso o bassissimo dosaggio possono dare perdite ematiche, soprattutto nei primi mesi di assunzione. È importante chiedere informazioni al proprio ginecologo che fornirà tutte le spiegazioni necessarie: queste perdite sono possibili ma non si verificano in tutte le donne, non sono pericolose e, con un po’ di pazienza, tenderanno a ridursi nel tempo. È importante non smettere l’assunzione della pillola per questo motivo almeno non nei primissimi mesi. Le perdite intermestruali sono anche legate alla regolarità dell’assunzione per esempio della pillola contraccettiva. Più l’assunzione è regolare e non ci sono dimenticanze minore è il rischio di gravidanza indesiderata e di perdite intermestruali.

In realtà è vero proprio il contrario: come dimostrato da diversi studi i contraccettivi ormonali proteggono la fertilità femminile. Anche gli anticoncezionali orali non hanno alcun effetto negativo sulla fertilità: una volta sospesa l’assunzione, l’ovulazione e la mestruazione riprendono rapidamente se il ciclo era regolare. Alcuni studi hanno dimostrato che l’assunzione di una pillola con ormoni naturali (17 ß-estradiolo E2) protegge l’organismo femminile dalla formazione per esempio di cisti, di patologie che nel corso degli anni possono e potrebbero interferire con la fertilità. Inoltre conferisce un certo equilibrio alla vita della donna, rendendo prevedibile il ciclo, rendendolo più leggero.

La contraccezione ormonale è in genere indicata per le adolescenti e le giovani donne per la sua notevole efficacia e perché non interferisce con i rapporti consentendo di poterli vivere in piena serenità. Inoltre sono metodi facilmente reversibili che non influenzano la fertilità delle giovani donne; si fanno – infine- apprezzare per i sempre più evidenti effetti extracontraccettivi come il controllo della dismenorrea (dolore mestruale), irregolarità del ciclo, acne, anemia e altri. Tra i metodi ormonali il più apprezzato dalle adolescenti sembra essere la pillola contraccettiva sebbene ancora troppe ragazze siano convinte che induca un aumento di peso o di ritenzione di liquidi (in alcune ragazze addirittura si osserva una perdita di peso), effetti che se in alcuni casi possono comparire nei primi mesi, tendono a scomparire del tutto continuando la somministrazione. Il cerotto non a tutte piace perché si nota e l’anello vaginale incontra molte diffidenze fra le ragazze per la paura – quasi sempre giustificata per la ancora scarsa confidenza con il proprio corpo - di non essere capaci di inserirlo e il timore che un posizionamento sbagliato possa comportare una minora efficacia contraccettiva. Le adolescenti tendono a utilizzare i contraccettivi in modo meno regolare rispetto alle donne più mature, per questo preferiscono schemi più semplificati. Per gli adolescenti è importante anche proteggersi efficacemente dal rischio di una malattia sessualmente trasmessa utilizzando il preservativo, l’unico metodo efficace in questo senso.

L’obesità è causa di notevoli complicazioni della gravidanza; per questo le donne obese dovrebbero essere particolarmente motivate (anche dai loro ginecologi) alla scelta di un contraccettivo sicuro. La scelta di un metodo contraccettivo, tuttavia, rappresenta anch’essa un problema anche perché questa tipologia di soggetti non è mai stato inserito negli studi epidemiologici condotti sui vari metodi anticoncezionali e quindi non esistono a tutt’oggi dei dati validi di riferimento. Sebbene non ne sia nota l’entità, alcuni studi hanno sottolineato che il rischio di fallimento dei metodi contraccettivi ormonali, per quanto basso, è maggiore nelle donne obese rispetto alle donne in normopeso. È quindi importante valutare bene la propria scelta contraccettiva con il partner e con il ginecologo.

Anche se in generale i contraccettivi ormonali sono ben tollerati, esistono situazioni di particolare rischio in cui la scelta deve essere valutata con attenzione insieme con il proprio ginecologo. Uno dei primi fattori di rischio da considerare è il fumo: se si fumano più di 15 sigarette al giorno la pillola è controindicata in modo assoluto. In questo caso ovviamente se siete indecise è molto meglio ridurre – se non eliminare del tutto il fumo (non può che far bene a tutto l’organismo) e vivere in modo sereno e sicuro la propria sessualità adottando un metodo ormonale. Anche l’obesità è un problema perché riduce l’efficacia dei contraccettivi ormonali. Se questi due fattori convivono nella stessa persona sarà sicuramente lo stesso ginecologo a sollecitare una modificazione dello stile di vita ancora prima di consigliare un metodo contraccettivo ormonale. Esistono poi una serie di controindicazioni assolute che sono tutte riportate per legge nel foglietto illustrativo all’interno della confezione di ogni contraccettivo ormonale. Tra le più importanti ci sono:

  • emicrania con aurea
  • malattie del fegato, in corso o passate (valori elevati nel sangue delle transaminasi ovvero gli enzimi epatici)
  • disturbi alle valvole cardiache (soprattutto quando associati a rischio di trombi)
  • flebiti o trombosi in corso o passate o come predisposizione genetica
  • tumori ormono-dipendenti (per es. il tumore del seno)

Esistono poi una serie di situazioni che rappresentano controindicazioni relative e devono essere valutare insieme al proprio medico mettendo sulla bilancia i vantaggi di una contraccezione sicura come quella ormonale con i possibili rischi nella propria situazione. Tra le controindicazioni relative vi sono:

  • storia familiare (madre, sorella) di trombosi o ictus
  • storia personale o familiare di livelli elevati di lipidi (colesterolo, trigliceridi) nel sangue
  • familiarità per il tumore al seno
  • calcoli alla cistifellea (calcolosi della colecisti)
  • predisposizione alle vene varicose
  • colite ulcerosa o Morbo di Crohn (infiammazione cronica dell’intestino). In questi casi è consigliabile utilizzare il cerotto per via transdermica o l’anello per via transmucosa piuttosto che i contraccettivi orali ma è sempre bene parlarne con il proprio ginecologo per valutare tutti i pro e i contro.
  • cloasma (pigmentazione a chiazze brune in genere sul volto) presente o passato
  • sindrome emolitico-uremica (SEU) che provoca danni renali
  • malattie immunitarie come il Lupus eritematoso sistemico (LES)

In questi casi è preferibile l’uso dell’anello o del cerotto transdermico piuttosto che della pillola contraccettiva che può contenere nella formulazione lattosio e glutine come eccipienti.

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