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/// FAQ Diaframma

La spirale ha un meccanismo d’azione multiplo. Il dispositivo in sé, come mezzo meccanico, provoca una reazione infiammatoria da corpo estraneo, favorita dalla presenza del filamento di rame o rame-argento. Quest’ultimo induce una serie di modificazioni della mucosa dell’utero (endometrio) tali da ostacolare il processo di capacitazione, cioè la capacità fecondante degli spermatozoi che non riescono così a raggiungere la cellula uovo a livello della tuba. Il filamento di rame esercita anche un’azione citotossica diretta sugli spermatozoi (e anche sugli ovociti), riducendone la vitalità e la mobilità per l’azione tossica del metallo. Inoltre, l’endometrio, trasformato dall’infiltrazione infiammatoria non è più in grado di accogliere l’embrione che, quindi, non potendosi impiantare nell’utero va incontro a distruzione.
La spirale medicata al rame è indicata per le donne che hanno mestruazioni scarse e non dolorose, che non possono assumere ormoni progestinici (per es donne con tumore alla mammella) o che non vogliono prendere ormoni.
La spirale medicata al rame è un metodo considerato sicuro con un tasso complessivo di fallimenti che si aggira intorno allo 0.8-1% e che si abbassa allo 0.6% per le donne particolarmente attente al metodo, che controllano il filo alla fine di ogni mestruazione e che periodicamente eseguono i controlli.
Si, è una prassi ormai considerata sicura e di pratica utilità sebbene sia accertato che l’inserimento in questo momento particolare determini una maggiore percentuale di espulsioni spontanee, soprattutto se l’aborto è avvenuto al 2° trimestre. La spirale al rame viene comunque meglio tollerata rispetto a quella con progestinico.
Si, lo IUD al rame può essere inserito o subito dopo il parto (dopo l’espulsione della placenta) o qualche giorno dopo prima della dimissione dall’ospedale, indipendentemente dal tipo di parto: vaginale o cesareo. In questo modo si ha il vantaggio di un metodo contraccettivo efficace, immediato, sicuro e che non interferisce con l’allattamento. Lo svantaggio è rappresentato dall’alta percentuale di espulsioni spontanee che si verifica in questo periodo soprattutto dopo 2-72 ore dal parto. Il momento più favorevole per l’inserimento sarebbe dopo 4 settimane dal parto.
Le mestruazioni diventano più abbondanti e possono comparire sanguinamenti prima o dopo la mestruazione intorno al periodo dell’ovulazione. Alcune donne lamentano anche dolori, talvolta anche forti, tipo crampi, che tendono comunque a scomparire nel giro di breve tempo. Se persistono, sia i sanguinamenti che i dolori, è opportuno un consulto con il proprio ginecologo per escludere la possibilità di un’infezione pelvica o di una gravidanza extrauterina.
No non hanno alcuna influenza ed è per questo che vengono raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per le donne che allattano.
Le principali controindicazioni sono le seguenti:
  • Gravidanza in corso o sospetto di gravidanza. In questo caso lo IUD aumenta il rischio di aborto.
  • Alterazioni anatomiche dell’utero (malformazioni, anomalie dovute a fibromi, restringimenti del canale cervicale)
  • Infezioni pelviche in corso (endometriti, infezioni della cervice muco-purulente, Malattia Infiammatoria Pelvica o PID). In tutti questi casi la presenza della spirale può impedire che l’infezione si risolva e anzi può favorirla.
  • Abitudini sessuali multipartner (sia di lei che di lui). In questi casi aumentano i rischi di contrarre malattie che si trasmettono con i rapporti sessuali.
  • Allergia al rame (in questi casi in assenza di altre controindicazioni si può utilizzare una spirale medicata con levonorgestrel; alcune donne utilizzano spirali d’oro molto costose).
  • Sanguinamenti uterini da causa ignota.
  • Donne che hanno mestruazioni abbondanti o che hanno patologie della coagulazione del sangue.
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