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/// FAQ Spirale

La sigla “IUD” deriva dal termine inglese “Intra Uterine Device” che significa Dispositivo IntraUterino e fa riferimento in genere alla spirale di materiale inerte o con filamento di rame (IUD). Esistono anche altri dispositivi intrauterini medicati che rilasciano un ormone progestinico (levonorgestrel) e vengono indicati più facilmente con la sigla “IUS” dall’inglese “IntraUterine System”
L’inserimento dello IUD va eseguito nei primi giorni successivi alla mestruazione, comunque non oltre il 14° giorno, per avere la sicurezza di non intervenire su una gravidanza appena avviata. Alcuni ginecologi preferiscono farlo durante il flusso mestruale proprio per escludere questa possibilità.
La spirale deve essere inserita dal ginecologo dopo avere escluso una gravidanza in corso. La procedura è rapida e dura pochi minuti più un breve tempo di riposo in ambulatorio per valutare che tutto vada bene. Non richiede alcuna anestesia. Una volta inserita la spirale il ginecologo taglia il filamento che fuoriesce dalla cervice ad una lunghezza media tale da consentire il controllo regolare da parte della donna. Molti ginecologi eseguono un controllo ecografico subito dopo l’inserimento per verificare il corretto posizionamento del dispositivo. Un ulteriore controllo viene richiesto alla fine della successiva mestruazione.
Alcune donne lamentano dolori di tipo crampiforme che sono dovuti alle contrazioni dell’utero che cerca di espellere il corpo estraneo.
È un evento raro (2 casi su 1000) che può verificarsi al momento dell’inserimento. Può essere condizionato dalla poco esperienza di chi inserisce la spirale, da un parto o un aborto eseguiti di recente, da un’infezione latente, da malformazioni dell’utero (marcata retroversione, laterodeviazione).
In genere si, in caso contrario: se non si sentono oppure se danno fastidio perché sono troppo lunghi è bene riferirlo al ginecologo al 2° controllo. Talvolta può essere difficile percepirli perché la presenza della spirale provoca un maggiore addensamento del muco cervicale che può inglobare il filamento e rendere più difficoltoso trovarlo.
La spirale può essere espulsa in qualsiasi momento anche se il rischio è maggiore nei primi 4-5 mesi dopo l’inserimento. Non è sempre facile accorgersene perché l’espulsione avviene spesso durante una mestruazione. Un parto o un aborto recenti possono favorire l’espulsione spontanea.
L’opportunità di reinserimento va valutata attentamente con il proprio ginecologo anche in considerazione che il rischio di una nuova espulsione spontanea raddoppia rispetto alla media dopo una prima espulsione.
Non vi sono delle raccomandazioni precise in proposito, dipende da ginecologo a ginecologo in base alla situazione personale. Alcuni specialisti consigliano di eseguire prima dell’inserimento: un pap test e una esame per la ricerca di infezioni da clamidia e da micoplasma soprattutto perché sono infezioni silenti che possono estendersi alla pelvi senza manifestare sintomi e che sono spesso correlati a problemi di infertilità. Anche la presenza del gonococco è utile da valutare.
No, la spirale – se inserita correttamente – non provoca alcuna interferenza né al ciclo né alla fertilità futura. Non appena viene rimossa, si ripristinano le stesse condizioni precedenti al suo inserimento e con esse la possibilità di fecondazione.
Un dispositivo intrauterino può rimanere nell’utero da 2 a 5 anni, dipende dalla donna e dal modello utilizzato. In genere, non provoca nessun “senso di presenza” neppure durante il rapporto sessuale come dichiarano le donne che lo usano.
Il dispositivo intrauterino rappresenta una valida scelta per la donna dopo il primo figlio: è un metodo efficace, dura almeno 2 anni, ha pochi effetti collaterali, è economica e rapidamente reversibile.
Il consiglio del proprio ginecologo è indispensabile soprattutto se si tratta della prima spirale. La scelta dipende soprattutto dalla storia personale e di salute della donna e anche dal tipo e dalle caratteristiche del flusso mestruale.
La spirale è un metodo efficace e conveniente ma viene in genere consigliato alle donne, anche giovani, ma che abbiano già avuto un figlio. Secondo quanto riportato da Flamigni C e Pompili A nel loro libro “Contraccezione” (L’Asino d’oro, 2011) “non esistono controindicazioni documentate circa la possibilità di inserire uno IUD a una ragazza adolescente ma bisogna ricordare che il tasso di espulsioni spontanee è molto alto, che si ha una maggiore incidenza di effetti collaterali, soprattutto dolore e sanguinamenti e che la spirale non dovrebbe essere utilizzata da donne a elevato rischio di infezioni pelviche (per esempio ragazze che hanno molti partner o i cui partner abbiano molte partner).” La preoccupazione più importante, è che si sviluppino infezioni latenti che possano occludere progressivamente parte di una tuba influenzando la fertilità futura dell’adolescente.
La spirale è un metodo sicuro con un basso rischio di fallimenti: intorno allo 0.8-1% per la spirale al rame e allo 0.2-0.1% per la spirale che rilascia levonorgestrel. Nello sfortunato caso in cui si verifichi una gravidanza non prevista: se si decide di interromperla, la spirale sarà rimossa al momento dell’intervento; in caso contrario se si decide di continuare la gravidanza è comunque consigliabile far rimuovere la spirale: la sua presenza è correlata ad un maggior rischio di aborto spontaneo e parto prematuro. Non ci sono invece rischi di malformazioni per il feto correlabili con il dispositivo intrauterino.
Si e anche in questo caso rappresenta un metodo ben accettato dalle donne e molto efficace per prevenire una gravidanza non prevista. L’inserimento deve avvenire entro 5 giorni dal rapporto non protetto. Il dispositivo intrauterino impedisce l’impianto in utero dell’uovo fecondato. Molti ginecologi richiedono un test di gravidanza per escludere che fosse già in corso una gravidanza al momento del rapporto non protetto.
No, tutt’altro. Il costo si aggira dai 10 ai 40 euro all’anno in base al modello scelto. I costi riportati fanno riferimento al novembre 2010.
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