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/// Fertilità: un valore da proteggere… anche con la pillola!

La contraccezione orale è sinonimo di progettualità, crescita e responsabilità ma è necessario parlarne in modo semplice e naturale.

Per molte donne l’uso della pillola contraccettiva è ancora un tabù, soprattutto per l’influenza di tradizioni culturali e per paura di eventuali effetti negativi sul proprio corpo. Secondo recenti dati dello studio delle Nazioni Unite “World Contraceptive Use 2011”, in Italia soltanto il 14,2% delle donne si affida alla pillola anticoncezionale a differenza di altre nazioni europee, dove le percentuali risultano decisamente maggiori, come Portogallo (58,9%) e Germania (52,6%).

“Le donne italiane hanno ancora molti timori nel manipolare il proprio corpo, modificando, attraverso la pillola, il normale ritmo biologico” spiega Rossella Nappi, professore associato della Sezione di Clinica Ostetrica e Ginecologica IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Università di Pavia. “Ma non sempre ciò che è chimico è negativo, soprattutto se frutto di approfondita ricerca. Oggi siamo riusciti a ottenere vantaggi sia fisici, sia psicologici e si è ridotto al minimo l’impatto sul corpo. L’estrogeno naturale, il 17ß-estradiolo, è particolarmente apprezzato perché non viene avvertito come estraneo. Le donne degli altri Paesi europei lo hanno capito e sanno che la contraccezione orale regola un mix di fattori che può rafforzare il senso di benessere fisico e mentale”. Secondo la prof. Nappi la nuova frontiera consiste “nell’offrire prodotti semplici e naturali per permettere a tutte le donne di operare con serenità la scelta più in linea con l’equilibrio della loro femminilità, in ciascuna fase della vita fertile, a partire dall’adolescenza”.

Uso della pillola in Europa


Nel nostro Paese le più giovani mostrano infatti una certa diffidenza e rimandano fino a 22 anni l’età della prima assunzione rispetto al resto d’Europa dove avviene intorno ai 17 anni. “Le ragazze assumono la pillola in età più adulta perché hanno bisogno di un confronto maturo con se stesse e con lo specialista. Non tutte hanno l’opportunità di parlare in famiglia di contraccezione” spiega l’esperta. Per questo l’informazione scientifica diventa fondamentale soprattutto per le più giovani che spesso si avvicinano al sesso in maniera inconsapevole e senza usare precauzioni (circa il 37% delle ragazze). “Parlare di contraccezione a 360 gradi, in un linguaggio semplice ma preciso” aggiunge la prof. Nappi, “aiuta la ragazza a essere protagonista della propria sessualità, senza delegare al partner una scelta così importante. La pillola racchiude un significato profondo, in modo particolare nell’adolescenza: sottende il progetto di ogni donna, di come vuole crescere e di quale deve essere la responsabilità nelle proprie scelte. Dobbiamo aiutare le adolescenti a pensare alla pillola come a un’amica del cuore che, nel modo più naturale e con l’aiuto del ginecologo, le guida sulla strada della femminilità adulta”.

“La nuova pillola non rappresenta un rischio per la salute della donna ma anzi ne protegge la salute e la fertilità come documentato da un importante studio comparso di recente sul British Medical Journal, un’autorevole rivista inglese; secondo un sondaggio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), ben il 73% dei ginecologi italiani concorda con i ricercatori inglesi e associa all’assunzione dei contraccettivi ormonali un migliore stato di salute. Sette medici italiani su dieci pensano che la contraccezione ormonale migliori anche la fertilità della donna. Questo effetto “protettivo” è duraturo secondo il parere degli specialisti che si attendono dati ancora più significativi nei prossimi anni grazie alla disponibilità di nuove formulazioni sempre più rispettose dell’armonia femminile che utilizzino progestinici di quarta generazione o l’estrogeno naturale.”

Uso della pillola in Italia


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