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Impianti contraccettivi sottocutanei
Si tratta dell’innesto, sotto la cute del braccio al di sopra del gomito, di un contraccettivo ormonale che inibisce l’ovulazione (progestinico). La prima idea venne alla fine degli anni settanta, ma fu solo alla fine degli anni novanta che si realizzò compiutamente il primo prodotto costituito da 6 bastoncini a base di levonorgestrel, la cui inserzione e rimozione tuttavia non sono così semplici. Per ovviare a questo problema è stato messo a punto un nuovo impianto, costituito da un solo bastoncino che rilascia etonogestrel.

Infertilità femminile
L'infertilità femminile è causata da alterazioni anatomiche o funzionali che riguardano gli organi riproduttivi: ovaio, tube e utero.
Essa può essere causata da:

  • fattori ovarici ed ormonali (20% dei casi), che possono portare all’assenza completa dell'uovo (anovulazione), ad ovulazioni irregolari e poco frequenti, all'assenza del ciclo mestruale (amenorrea), a difetti della fase luteale. Tra i motivi che possono determinare la comparsa di queste alterazioni ci sono: l'endometriosi ovarica, la sindrome dell'ovaio policistico, lo stress, le sindromi genetiche, i disturbi ipotalamici-ipofisari, l'anoressia, l'iperprolattinemia;
  • occlusione totale o parziale delle tube di Falloppio (15% dei casi), che impedisce agli spermatozoi di raggiungere l'uovo e che può essere causata, per esempio, da infezioni e/o endometriosi tubarica;
  • fattori uterini (5-10% dei casi), dovuti a malformazioni dell'organo oppure alla presenza di setti e fibromi all'interno della cavità uterina;
  • fattori cervicali, determinati dalla presenza di infezioni, lesioni, chiusure del canale cervicale (canale che unisce la vagina alla cavità uterina), alterazioni qualitative e quantitative del muco cervicale tali da determinare danni al seme maschile;
  • disordini immunologici caratterizzati dalla comparsa, soprattutto nel muco cervicale, di anticorpi anti-spermatozoi.


Infertilità maschile

Occorre distinguere tra infertilità maschile primaria, quando l’uomo non ha mai fecondato alcuna donna, e infertilità maschile secondaria, quando l’uomo ha già fecondato una donna (partner attuale o precedente). In questo secondo caso, normalmente le possibilità di recuperare la fertilità sono maggiori rispetto all’infertilità primaria. L’infertilità maschile può avere diverse cause, che a volte risalgono all’età pediatrica. La diagnosi avviene quasi sempre in età adulta e coincide solitamente con la richiesta da parte del paziente di un aiuto per poter concepire un bambino. Individuare le cause risulta quindi difficile e l’unico elemento diagnostico su cui basarsi è l’osservazione del liquido seminale. Questo esame consiste nella valutazione delle caratteristiche degli spermatozoi e del plasma seminale secondo determinati parametri integrati con i dati clinici. Per completare la diagnosi può essere opportuno approfondire le indagini attraverso analisi più specifiche quali la biopsia testicolare. In realtà, l’infertilità maschile diventa oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, mentre i problemi che possono condurre ad alterazioni riproduttive sorgono spesso fin da bambini. Si stima infatti che il 50% dei giovanissimi soffra di affezioni genitali e che il 10-20% dei ragazzi soffra di varicocele. Il che significa che intorno ai 18 anni, 1 ragazzo su 2 è a rischio infertilità. I fattori che possono influenzare negativamente, per tutto l’arco della vita di un uomo, la sua capacità riproduttiva, determinando situazioni di infertilità transitorie o definitive, sono molto numerosi: orchite postparotitica, malattie sessualmente trasmesse, febbre molto alta, infezioni urinarie, varicocele, criptorchidismo, traumi e torsioni testicolari, terapie farmacologiche, interventi chirurgici.

Isteroscopia
L' isteroscopia è un esame endoscopico attraverso il quale è possibile ottenere una visione diretta della cavità uterina. In questo modo, il ginecologo è in grado di valutare la normalità della cavità uterina e l'aspetto dell'endometrio.

Isteroscopio
L’isteroscopio consiste in una cannula rigida, del diametro di 3-4 mm., contenente un sistema di lenti. Esso è contenuto in un involucro di dimensioni lievemente superiori, nel quale fluisce la CO2 che serve a far dilatare la cavità da esplorare. L’isteroscopio è dotato inoltre di un cavo a fibre ottiche, che serve a illuminare la cavità uterina. Abitualmente all’isteroscopio è collegata una piccola telecamera, attraverso la quale si osservano su un monitor televisivo le immagini relative all’esame durante la sua esecuzione.

IUD (Spirale intrauterina)
Si tratta di un Inserimento nell'utero, da parte del ginecologo, di un piccolo dispositivo di plastica parzialmente rivestito di rame o di progestinico. Lo IUD è un contraccettivo di barriera, che interferisce con la motilità degli spermatozoi. L'effetto spermicida è mediato da una flogosi sterile dell'endometrio e da una maggiore concentrazione degli ioni di rame. I modelli più recenti di IUD presentano rivestimenti progestinici oppure di rame.

Rivestimento progestinico
Un dispositivo intrauterino a forma di T dotato di un serbatoio contenente il progestinico. Una singola applicazione è efficace per un periodo di 5 anni. Il rilascio iniziale del progestinico è di circa doppio di quello che si ha dopo 5 anni. Rispetto agli IUD al rame, agisce anche sul muco cervicale, rendendolo impermeabile agli spermatozoi e modifica la struttura dell'endometrio. Il vantaggio sta nella riduzione del flusso mestruale rispetto ad un normale IUD.

Rivestimento di rame
Il dispositivo intrauterino al rame che non ha una struttura fissa. La sua superficie totale è tre volte inferiore a quella dello IUD a forma di T e sei volte inferiore alla spirale di Loop. Il suo vantaggio è di adattarsi meglio di altri alla cavità uterina, qualunque sia la sua grandezza. Inoltre la sua struttura è "snodabile"; questo gli consentirebbe di "muoversi" in armonia con i movimenti dell'utero, migliorando notevolmente la tollerabilità rispetto agli altri IUD.

 
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