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Salpingite
La salpingite è un'infiammazione di una o entrambe le tube di Falloppio, i sottili condotti che collegano le ovaie all’utero. La salpingite passa spesso inosservata, ma può essere causa di sterilità. In molti casi la scoperta della presenza di quest'infezione avviene proprio quando la paziente si rivolge al medico perché non riesce a rimanere incinta. La salpingite può essere causata dall'azione di germi penetrati dall'esterno oppure si può sviluppare come conseguenza di una diffusione, ad esempio per via ematica, di microrganismi che hanno attaccato altri organi. La trasmissione della salpingite avviene spesso per via sessuale per cui è buona norma usare il preservativo durante il rapporto sessuale; questo per prevenire sia la salpingite sia tutte le altre malattie sessualmente trasmesse.

Sifilide o Lue
Malattia venerea infettiva caratterizzata da lesioni che possono coinvolgere qualunque organo o tessuto provocata dal batterio Treponema pallidum. La sifilide si trasmette principalmente con i contatti sessuali, o per via transplacentare da una donna gestante al feto, nel qual caso si parla di sifìlide congenita. Il decorso della malattia è cronico e caratterizzato da lesioni e sintomi a carico della cute, del sangue, di organi interni, riscontrabili con la sequenza che consente di suddividerlo in tre periodi: primario, dovuto all’insieme dei fenomeni locali determinati dalla penetrazione dei batteri nell’organismo; secondario, corrispondente alla diffusione di Treponema nel sangue e in tutti gli organi (si manifesta con esantemi); terziario, dovuto alle possibilità di sviluppo del processo morboso in diversi distretti. La diagnosi di sifìlide viene formulata in seguito all’esame clinico e a indagini di laboratorio, quali la ricerca diretta di Treponema pallidum al microscopio, le reazioni sierologiche, i test di Nelson-Mayer e altre prove sierodiagnostiche più specifiche.

Sindrome premestruale
Il termine sindrome premestruale, o disforia, definisce un complesso di disturbi che precedono di alcuni giorni l'arrivo della mestruazione e che migliorano o scompaiono con il suo inizio. Mentre alcune donne, prima del ciclo mestruale, non presentano alcun disturbo rilevante, per molte di loro questo appuntamento mensile rappresenta un vero problema, caratterizzato da dolori, malessere, instabilità emotiva, irritabilità, depressione. A questi sintomi si possono difficoltà nelle relazioni interpersonali causate dalle accentuate variazioni del tono dell'umore. Oggi la sindrome premestruale è considerata a tutti gli effetti una malattia, cui si riconoscono numerose cause organiche e dalla quale, con l'aiuto di un esperto, si può anche guarire. Le cause all'origine dei sintomi premestruali non sono del tutto note: una parte della responsabilità nella comparsa dei disturbi è probabilmente da imputare ad una variazione dell'equilibrio ormonale, ma sembra comunque ipotizzabile che essa sia il risultato dell'azione di fattori diversi. Alcune donne, ad esempio, producono in eccesso l'ormone della prolattina, che causerebbe la ritenzione idrica e il dolore al seno. Prima del ciclo, inoltre, si verifica un meccanismo per cui si manifesta una maggiore tolleranza all'introduzione degli zuccheri, un processo che fa aumentare la voglia di dolci: da qui possono nascere dei sensi di colpa da parte della donna. E ancora, la mancanza della vitamina B6 (produttrice di serotonina), che spesso si riscontra nella donna prima della mestruazione, potrebbe spiegare la comparsa di un disturbo come la depressione. La sindrome premestruale colpisce dal 20 al 40 % delle donne in età fertile, interessando soprattutto le fasce culturali medio-alte, probabilmente perché più attente al proprio benessere. Generalmente, la sindrome è più accentuata nei dieci giorni che precedono il ciclo mestruale, tende a peggiorare con il passare dei giorni, per scomparire gradualmente nel momento in cui arriva la mestruazione. Le donne che presentano una grave sindrome premestruale, tale da influire negativamente sul lavoro, sulla vita quotidiana e sulle relazioni sociali, devono rivolgersi al proprio medico.

Sperma
Lo sperma o liquido seminale è il seme liquido espulso dall’uomo attraverso l’eiaculazione. Esso è di colore biancastro ed è costituito da una parte liquida (plasma seminale) e da una corpuscolata (spermatozoi o gameti). A ogni eiaculazione vengono emessi normalmente da 1 a 5 ml di sperma contenenti da 50 a 200 milioni di spermatozoi per ml. Il plasma seminale, prodotto dall’epididimo, dalle vescichette seminali, dalla prostata e dalle ghiandole accessorie, ha la funzione fondamentale di veicolare e nutrire gli spermatozoi. Contiene numerose sostanze di diversa natura: sali, per evitare un eccessivo aumento dell’acidità del liquido che potrebbe danneggiare la funzionalità degli spermatozoi; zuccheri, soprattutto fruttosio che svolge funzioni di materiale energetico necessario per la motilità degli spermatozoi. Gli spermatozoi costituiscono l’elemento maschile per la fecondazione. La loro produzione (spermatogenesi) è continua: le cellule prodotte vengono via via depositate nelle vescichette seminali, che fungono da serbatoio.

Spermatozoo
È il gamete maschile maturo, detto anche spermio, che deriva per trasformazione degli spermatici. Gli spermatozoi sono dotati di movimento, hanno forma allungata e coda filiforme; risultano costituiti da una testa con un nucleo nel quale sono condensati i cromosomi , da un collo e da una coda, o flagello, contenente filamenti contrattili proteici. Fattori determinanti per la vitalità degli spermatozoi maturi sono la disponibilità di fruttosio nello sperma, valori di temperatura compresi fra 37 e 37,5 °C e la leggera alcalinità del pH del mezzo. Alterazioni anche modeste di questi fattori compromettono le possibilità di sopravvivenza degli spermatozoi e ciò spiega perché solo pochi dei 180-200 milioni di spermatozoi immessi nella vagina all’atto dell’eiaculazione giungano vitali all’ultima tappa del loro percorso e uno solo arrivi a fecondare l’uovo.

Spermicidi
Gli spermicidi svolgono un'azione contraccettiva di barriera all'ingresso dell’utero nei confronti degli spermatozoi. Gli spermicidi sono disponibili in varie forme farmaceutiche: ovuli, crema, schiuma, gelatina, candelette, spray. Devono essere inseriti nella vagina prima di ogni rapporto sessuale.

Spotting
Con questo termine si indicano le piccole perdite ematiche al di fuori del flusso pseudomestruale indotto dall’assunzione di un contraccettivo ormonale. Esso è uno dei più frequenti effetti indesiderati della contraccezione ormonale ed è andato aumentando con il progressivo ridursi dei dosaggi degli ormoni contenuti nei contraccettivi delle ultime generazioni. Generalmente è limitato ai primi cicli di assunzione, finché l’organismo non si sia adattato al nuovo regime ormonale indotto dal farmaco. E’ un inconveniente fastidioso, ma che non interferisce con la sicurezza contraccettiva e nella maggior parte dei casi regredisce spontaneamente nell’arco di qualche mese. L’unico caso in cui lo spotting deve essere preso immediatamente in considerazione per ulteriori approfondimenti è quello in cui sia avvenuta qualche dimenticanza nell’assunzione dei confetti o siano accaduti episodi (altri farmaci, vomito, diarrea, etc.) che possano averne compromesso l’assorbimento: in questo caso lo spotting potrebbe essere un sintomo di gravidanza.

Sterilizzazione femminile
Tecnica chirurgica (laparatomica o laparoscopica). La tecnica di sterilizzazione femminile consiste nella resezione e legatura delle tube uterine o nell'applicazione di graffette alle stesse e agisce impedendo il passaggio dell'ovulo nella cavità uterina. A differenza dei contraccettivi ormonali non altera il ciclo mestruale né blocca l'ovulazione. Si effettua in anestesia generale ed è difficilmente reversibile.
Tecnica isteroscopica. La tecnica isteroscopica di sterilizzazione femminile consiste nell'introdurre per le vie naturali (vagina e utero) degli impianti permanenti all'interno delle tube. Questi micro dispositivi provocheranno nell'arco di 3 mesi l'occlusione tubarica ed impediranno il contatto tra ovulo e spermatozoo. Non provoca alterazione del ciclo mestruale né blocca l'ovulazione. Questa tecnica non necessita dell'anestesia generale e può essere effettuata in anestesia locale.

Sterilizzazione maschile

La tecnica di sterilizzazione maschile consiste nella resezione e legatura dei dotti deferenti e viene definita vasectomia. Agisce impedendo il passaggio degli spermatozoi dall’epididimo alle vescichette seminali, per cui il liquido seminale eiaculato è sterile per azoospermia, ovvero per mancanza di spermatozoi. La sterilizzazione maschile non influenza la produzione di ormoni maschili, né interferisce con l’attività sessuale (erezione, eiaculazione).

 
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